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Calcolo mutuo

 

PICCOLA GUIDA AI MUTUI

Come si stipula un mutuo ex novo?
Tasso fisso o variabile?
Il tasso può cambiare nel tempo?
Ci sono altre spese?
Glossario sui termini dei mutui

Quando conviene rinegoziare un vecchio mutuo?
Fino ai primi anni Novanta molti operatori consigliavano mutui in Ecu, dai tassi più bassi e dalle solide prospettive dato l'avvicinarsi della moneta unica europea e la soglia massima di oscillazione prevista tra Ecu e Lira. Come si ricorderà tale soglia fu spazzata via dalla crisi monetaria tra il '92 e il '95 e l'Ecu si rivalutò in modo abnorme finendo per bruciare i vantaggi di interesse che i sottoscrittori ottenevano in precedenza. Da qui le richiesta per far ricontrattare a costi zero tali mutui. Ma tale opzione non è stata accolta anche se le banche, in un accordo stipulato a giugno '98 con le associazioni dei consumatori, hanno comunque previsto costi di rinegoziazione minori rispetto ai precedenti, penali ribassate e naturalmente tassi di interesse più bassi.
Però non è stato riconosciuto il diritto del cliente alla ricontrattazione e non esistono regole fisse valide ovunque. Le singole banche si comportano in modo differente secondo i vari casi, in genere dando comunque l'opportunità di ricontrattare il vecchio mutuo. Altrimenti è sempre possibile estinguerlo accendendone un altro a tasso più vantaggioso sopportando di nuovo tutte le spese iniziali.

La soglia d'usura
Le polemiche sugli alti tassi d'interesse richiesti dalle banche hanno spinto il Parlamento a votare una legge antiusura (n° 108/1996). In base ad essa ogni tre mesi si ricavano i limiti antiusura dal decreto del ministero del Tesoro che fissa i tassi effettivi globali medi praticati dalle banche e dagli intermediari.
Clausole contrattuali con tassi superiori sono da considerarsi usura. In base al decreto le banche e gli intermediari finanziari sono tenuti ad affiggere in ciascuna sede, in modo facilmente visibile, la tabella con l'indicazione dei tassi medi rilevati dal Tesoro.
Come si stipula un mutuo ex novo?

Se l'acquirente vuole accendere un contratto di mutuo, deve scegliere un istituto di credito cui rivolgersi per il finanziamento, fornendo più o meno la stessa documentazione occorrente per l'atto di acquisto, oltre a una serie di documenti e perizie che sarà la banca stessa a richiedere al momento opportuno. Il mutuo sarà poi stipulato da un notaio che addebiterà al cliente le relative spese e onorari. E' da tener presente in proposito che possono erogare mutui anche società finanziarie che non siano propriamente "banche", con la differenza che quelle non godono di agevolazioni fiscali riservate unicamente alle banche e che quindi il mutuatario, al momento della conclusione del contratto di mutuo si vedrà richiedere dal notaio, oltre l'onorario e le spese, anche le imposte relative al contratto di mutuo ed alla iscrizione ipotecaria.

Tasso fisso o variabile?
Prima di stipulare un mutuo occorre fare attenzione a una serie di elementi tra cui l'entità della richiesta (fino al 100% del valore dell'immobile), la durata (5, 10, 15, 20, 25, 30 anni a scelta del cliente) e il tipo di mutuo che si sta sottoscrivendo.
I mutui prima casa sono in genere più convenienti degli altri e occorre scegliere tra quelli a tasso fisso oppure a tasso variabile. I primi sono caratterizzati dalla "certezza" della rata anche se il tasso d'interesse è più alto; quelli a tasso variabile sono più articolati e rispecchiano in modo più lineare l'andamento del mercato. Una via di mezzo praticata da alcuni istituti bancari è rappresentata dal tasso misto, una combinazione di tasso fisso (per i primi anni) e variabile (per gli anni futuri). Per le giovani famiglie alcuni istituti concedono agevolazioni.
Il tasso può cambiare nel tempo?
Per i mutui a tasso variabile, la rata del mutuo salirà o scenderà secondo i movimenti subiti da alcuni indici. Ogni banca adopera indicizzazioni diverse: nessuna è migliore in assoluto, ognuna però ha pregi e difetti e quindi è importante sapere a quale parametro la banca fa riferimento. Una divisione approssimativa può essere fatta tra i parametri più 'nervosi' come il Ribor, il Tus, il prime rate Abi e quelli più 'tranquilli' come i Rendiob, i Rendistato, il rendimento dei Bot o dei titoli pubblici. I primi risentono maggiormente delle oscillazioni del mercato e quindi sono soggetti a cambiamenti più consistenti, nel bene e nel male. Viceversa, i rendimenti dei parametri più 'tranquilli' guadagnano meno in caso di miglioramenti della situazione ma perdono anche meno nei momenti negativi.

L'estinzione anticipata


Normalmente non è vantaggioso estinguere il debito con la banca prima di quanto stabilito.
Si è soggetti ad una penalizzazione che può oscillare tra lo 0,50 e il 3%, e si perderebbe anche il vantaggio di aver già pagato la maggior parte degli interessi. Questi infatti costituiscono la maggior parte delle prime quote, mentre nel tempo, progressivamente, ciò che si restituisce con le rate è principalmente il capitale anticipatoci.
I tassi sui mutui vengono aggiornati ogni 3 o 6 mesi, secondo il valore fissato a una data, oppure, secondo le medie dell'ultimo periodo. Più lunghi sono i tempi di aggiornamento del mututo con i nuovi parametri e meno rischi si correranno.
Naturalmente, se nel frattempo c'è stato un guadagno anch'esso sarà minore. Per fare un confronto tra i vari indici, il metodo migliore è chiedere in banca, sia al momento della scelta sia in seguito, a quanto ammonta la rata per ogni 500 € preso a prestito, in modo da potersi fare un'idea dell'andamento dell'indice.
Che fare se l'immobile da acquistare è già oggetto di un mutuo?
Può darsi che quando si acquista una casa il venditore abbia già in corso un mutuo, nel qual caso l'acquirente ha due possibilità:

1) subentrare nel mutuo stipulato dal venditore accollandosi le rate residue, alle condizioni già stabilite, ma senza dover pagare tutte le spese di istruttoria e stipula del mutuo stesso e detraendo dal prezzo di acquisto il capitale ancora da pagare;

2) chiedere l'estinzione preventiva del mutuo e la cancellazione dell'ipoteca a suo tempo iscritta ed acquistare l'immobile in contanti.

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Ci sono altre spese?
Le spese da sostenere non si fermano agli interessi e all'ammortamento del capitale ma riguardano anche questioni più tecniche. Per accedere a un mutuo, il notaio deve stipulare un contratto (di solito a carico del cliente, almeno in parte). Inoltre, ci sono le tasse da pagare: 0,25 per cento del totale del prestito, se il mutuo è emesso da una banca, il 2 per cento calcolato non sul prestito bensì sull'importo dell'ipoteca (in genere più alto del prestito) se il mutuo è di una società finanziaria. Per quanto riguarda le commissioni, alcune banche chiedono delle spese fisse di istruttoria della pratica, altre legano questa cifra all'entità del mutuo stipulata. Un'altra spesa è quella del perito che deve valutare l'immobile (presso alcune banche è compreso nelle spese di istruttoria). Così conoscere il tasso globale diventa molto importante. Per tutte queste spese c'è una notevole eterogeneità tra le banche, quindi, oltre a chiedere le condizioni del mutuo, è utile soffermarsi anche su questi aspetti e non darli per scontati, con particolare riferimento ad eventuali commissioni percentuali talvolta previste solo nei documenti preparatori del mutuo predisposti da talune banche (ad esempio: domanda di mutuo).

 

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Segue un breve Glossario sui termini dei MUTUI
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