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Attenzione |
Chi ha diritto alla successione? |
| I documenti per la
successione |
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| Grazie alla legge n°
127/1997 anche i certificati necessari per la successione hanno ora
validità di sei mesi a meno che non attestino stati personali permanenti
(come il certificato di morte). In quest'ultimo caso sono validi sempre.
Un certificato scaduto può essere utilizzato comunque se il titolare ne
attesta la validità, dichiarando in fondo al documento che le
informazioni riportate non hanno subito modifiche. |
| Successione "a rate" |
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| Gli eredi possono
richiedere una dilazione del pagamento della tassa di successione,
purché versino entro il termine almeno il 20% dell'imposta dovuta e il
valore del bene superi di almeno 1/3 il valore da dilazionare.
Attenzione, però: dilazionare costa! Il tasso di interesse legale e il
periodo di dilazione non possono superare 5 anni. |


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In caso di morte dell'acquirente,
gli eventuali eredi devono affrontare alcune questioni burocratiche, di cui
la principale è senz'altro la dichiarazione di successione. Prima di
occuparcene ricordiamo rapidamente che il Codice Civile (art. 344) definisce
eredi legittimi il coniuge (ma non il convivente) e i figli (anche
quelli naturali).
Al coniuge spetta 1/2 della proprietà se c'è un figlio e
1/3 in tutti gli altri casi. I figli dividono in parti uguali la quota loro
spettante. Inoltre al coniuge spetta, in ogni caso, il diritto di abitazione
e di uso del mobilio della casa coniugale.
Infine va precisato che a figli e coniugi, in quanto legittimari, spetta,
anche in caso di diversa volontà del defunto, almeno 2/3 dell'eredità.
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Come si fa la dichiarazione di successione? |
La dichiarazione
di successione deve essere presentata nel termine di sei mesi dalla morte
presso l'Ufficio del Registro competente del luogo dell'ultima residenza del
defunto, allegando tutta una serie di documenti (dei quali
riporteremo solo quelli che riguardano il caso in cui l'eredità sia
costituita da beni immobili (terreni o fabbricati):
- copia autentica dell'atto di
pubblicazione del testamento (se c'è un testamento)
- certificato di morte del defunto
- stato di famiglia integrale del defunto
- eventuali dichiarazioni di rinuncia
all'eredità nelle forme di legge
- stato di famiglia di ciascun erede
- certificato catastale "uso successione"
dei fabbricati e dei terreni compresi nell'eredità
- certificato di destinazione urbanistica
dei terreni (non obbligatorio ma opportuno per una corretta valutazione)
- dichiarazione Invim, se ne ricorrono i
presupposti
- modello di liquidazione delle imposte
ipotecarie, catastali, sostitutiva Invim e di bollo
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Quanto costa la successione? |
Esiste una
imposta globale che grava su tutto il valore della successione e quindi
non solo sugli immobili. Questa va versata solo se il patrimonio supera i
50.000.000. In caso di fratelli, sorelle e affini diretti, non si pagano
tasse per i primi 100.000.000; in caso di figli, per i primi 250.000.000. I
valori da considerare sono quelli di stretta pertinenza del defunto, quindi
in caso di comproprietà o di comunione di beni si calcola solo la singola
quota.
Le imposte ipotecaria e catastale riguardano esclusivamente gli
immobili e vanno versate in proporzione al loro valore catastale: 2% per
quanto riguarda l'ipotecaria e 1% per la catastale.
A tali cifre sono da aggiungersi 50.000 lire più il costo dei bolli e
trascrizioni per ogni conservatoria competente. Infatti, una nuova norma
(legge n° 140/1997) ha stabilito che ogni dichiarazione di successione deve
essere corredata dal modello di liquidazione delle imposte relative,
compresa quella sostitutiva dell'Invim che va applicata agli immobili caduti
in successione e pervenuti al defunto prima del 31/12/1992.
L'autoliquidazione di tale imposta prevede il pagamento di un'imposta
pari all'1% del valore dichiarato. Se tale valore è pari a cento volte
(trentaquattro per i negozi, cinquanta per gli uffici) la rendita catastale
dell'immobile, il versamento dell'imposta sostitutiva chiude la partita con
l'Invim. Infatti l'Invim, benché abolita a partire dal 1/1/1993, ha
continuato ad essere presente in tutti i trasferimenti di proprietà e molto
probabilmente vi resterà fino alla prescrizione nel 2002. A parte i casi di
esenzione, l'imposta continua a essere calcolata per il periodo intercorso
tra l'acquisto del bene e il 31/12/1992. Il valore finale a tale data
coincide con la valutazione automatica. L'imposta sostitutiva ora
introdotta si applica solo su detto valore. Se i valori degli immobili
oggetto della successione sono inferiori a quelli catastali automatici,
l'accertamento prosegue con le consuete modalità da parte dell'Ufficio
del registro.
Infine, si ricorda che può essere portato in detrazione dall'imponibile
della successione, per un certo massimale, l'importo eventualmente
corrisposto al professionista (purché fatturato) per la compilazione del
modulo di successione.
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